sabato 11 febbraio 2012

I viaggi di Gulliver

Il nuovo tag "Breve commento/Consigli di lettura", esordisce con un classico della letteratura inglese "Travels into Several Remote Nations of the World, in Four Parts. By Lemuel Gulliver, First a Surgeon, and then a Captain of Several Ships", meglio noto come "Gulliver's Travels" ("I viaggi di Gulliver") il famoso scritto dell'autore irlandese Jonathan Swift (1667-1745).

Ho finito da qualche giorno di leggere questo capolavoro del pensiero umano in lingua originale, e ne sono rimasto a dir poco colpito.

A parte la fantasia con cui Swift riesce a creare un numero ragguardevole di viaggi tanto eccentrici quanto ironici, il libro è zeppo di dettagli e descrizioni così particolari da proiettare il lettore in un mondo nuovo. Se si accettano le premesse iniziali, le avventure che vedono protagonista Gulliver sembrano tratte da un fedele diario di viaggio riferito ad eventi davvero accaduti. A questa atmosfera contribuisce poi la travagliata storia editoriale del libro, pubblicato due volte a distanza di otto anni, dato che la prima edizione era stata sottoposta a numerosi adattamenti e omissioni, nel timore che i lettori e le autorità inglesi potessero ritenerlo "troppo audace". In età abbastanza avanzata, lo stesso Swift vorrà vedere in quest'opera la causa che gli ha precluso una migliore carriera ecclesiastica.

"I viaggi di Gulliver" rappresentano un'opera letteraria senza tempo che non ha bisogno di presentazioni. Vorrei però invitarvi a leggere (magari in inglese) questo incredibile libro per due ragioni principali:
  • Lo stile semplice e preciso con cui l'Autore ha scritto che serve, per stessa ammissione di Swift, a raggiungere il maggior numero di persone possibili;
  • L'ironia satirica e la critica sociale che permea ogni capoverso del libro, tanto più che si tratta di osservazioni spesso universali, capaci di superare le barriere del tempo, così da risultare attuali o, per lo meno, adatte alla sensibilità contemporanea. Scoverete qua e là spunti interessanti per riflessioni tutt'altro che banali.
Se vi chiedete qual è la parte che preferisco, vi posso dire che si tratta dell'ultimo capitolo, dedicato agli Houyhnhnms e agli Yahoo. In particolare, ho trovato la chiusura de "I Viaggi di Gulliver" sensazionale, una dura riflessione sull'incapacità dell'Uomo di comprendere i propri simili, soprattutto quelli che non rientrano nei cosiddetti canoni comuni.

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